Dici pizza e pensi subito a uno dei più importanti simboli del cibo italiano nel mondo, ma anche a un argomento di dibattito notevole.
Pizza all’ananas? Che lo scontro abbia inizio! Gli italiani sono molto legati alla loro tradizione culinaria, ma devono fare i conti con le “variazioni” (chiamiamole così) che i cibi nazionali hanno subito all’estero. Moltissimi italiani sono emigrati in America e lì hanno cercato di portare, in vari modi, la loro tradizione. La pizza ha subito conquistato gli USA, tanto che a New York, ma non solo, esistono tantissime pizzerie. Ovviamente non è quella che siamo abituati a mangiare noi. Per esempio, gli americani sono soliti mangiarla a spicchi, mentre noi di fronte a una pizza rotonda sappiamo già che è per una sola persona.
Ogni anno, il 9 febbraio, negli USA si celebra il #NationalPizzaDay, un’occasione per ribadire la bontà della pizza e, per chi lo volesse, anche di tutti i suoi derivati. Negli Stati Uniti una delle più diffuse è la pizza pepperoni. A dispetto del suo nome, non è fatta con i peperoni ma con il salame. Questo gusto è così popolare che costituisce il 36% degli ordini di pizza totali negli USA, dove si consumano annualmente circa tre miliardi di pizze normali e un miliardo di pizze surgelate. La pizza surgelata, dopotutto, è stata un’invenzione che si è rivelata fondamentale per chi ha poco tempo per cucinare, per chi è un disastro ai fornelli, è diventata il simbolo dei single annoiati che amano il cibo rapido da preparare. La prima pizzeria negli USA, ovviamente, è stata fondata da un italiano, Gennaro Lombardi, nel 1865 a New York, capitale americana della pizza. Una delle catene di fast food più famose al mondo è Domino, che produce pizza, per l’appunto.
Quanti tipi di pizza?
“When the moon hits your eye like a big pizza pie. That’s amore” cantava Dean Martin. In Italia conosciamo già i vari tipi di pizza, ci sono alcune differenze negli USA, che dipendono principalmente dalla crosta – il cornicione. La pizza-base è la napoletana, poi c’è la pizza Chicago. La più grande città dell’Illinois è stata una tra le prime ad essere “colonizzate” dagli immigrati italiani, la pizza Chicago sembra quasi una torta e gli ingredienti sono messi al contrario. Vale a dire che la mozzarella non è in cima ma è adagiata sull’impasto, ricoperta dal pomodoro. Funghi, carne o altri ingredienti previsti in cima, sono nel mezzo. Anche New York dà il nome a un tipo di pizza, che è molto simile a quella napoletana. Come abbiamo detto, negli USA la pizza si mangia a spicchi, per cui la pizza New York deve essere sì sottile ma deve permettere di mangiare uno spicchio piegandolo in due, perché si tratta di uno street food molto diffuso e facilmente condivisibile. L’Italia non manca mai, esiste anche la sicilian pizza, una variante “americanizzata” del celebre sfincione siculo, al quale assomiglia di più la cosiddetta tomato pie. C’è poi la California Pizza, che è una pizza normale sulla quale si possono mettere tutti gli ingredienti possibili, il segreto sta nell’usare accostamenti inusuali.
Quanti cibi al gusto pizza?
La pizza piace a tutti, per questo motivo molti snack sono stati “contaminati”: esistono le caramelle gommose a forma di pizza e anche le patatine al sapore di pizza. Come le patatine Pepperoni Pizza di Uncle Ray’s o le Pringles alla Margherita. Non mancano i pretzel e i Combos, un piatto da declinare in mille modi ma sempre da amare. Buon #NationalPizzaDay!
Photo by Igor Ovsyannykov
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