Incredibili ma vere, ci sono delle storie legate ad alcuni snack o marchi che sono talmente assurde da sembrare frutto della fantasia di qualcuno particolarmente creativo. E invece sono accadute davvero.
Alcuni fatti sono già noti al grande pubblico tanto sono stati clamorosi, altri invece non sono così conosciuti e ve li raccontiamo qui di seguito.
Seppellitemi con le mie Pringles
Partiamo dal caso forse più noto in assoluto, avete mai sentito parlare di Fredric Baur? Si tratta dell’uomo che ha inventato la speciale lattina che contiene le Pringles. Baur morì nel maggio del 2008, il suo ultimo desiderio, espresso ai figli, è stato quello di essere cremato e che le sue ceneri fossero conservate proprio in una lattina delle Pringles. Il famoso tubo era stato brevettato nel 1970 ed ora è famoso in tutto il mondo, la scelta può suonare bizzarra ma Baur era orgoglioso della sua creazione, che gli aveva portato molta fortuna.
La dieta a base di Twinkies
Mark Haub insegna nutrizione e ha deciso di testare su se stesso una dieta particolare, prevalentemente a base di junk food. La cosa che ha fatto scalpore è che ha funzionato, perché l’uomo ha perso 12 kg in dieci settimane. Quello che Haub voleva provare è che per la perdita di peso quello che conta sono le calorie e non i valori nutrizionali. Così nella sua dieta ha inserito Twinkies e Doritos, tra i tanti snack ingurgitati, riducendo l’apporto calorico a 1800 calorie giornaliere, gradualmente e mangiando ogni tre ore. Incredibile ma vero, il suo peso è sceso ma anche i valori del suo colesterolo cattivo si sono ridotti.
Tutta colpa della Pepsi
Indossare una maglia della Pepsi nel giorno sbagliato può avere delle bizzarre conseguenze. Correva l’anno 1988, Michael Cameron frequentava la Greenbrier High School. In una giornata dedicata alla Coca Cola, lo studente indossò una maglia con il logo della Pepsi. Quello che per lui era uno scherzo gli costò una sospensione, a scuola la giornata era considerata molto importante, la compagnia ha infatti base ad Atlanta, a pochi chilometri dalla scuola di Cameron, e quel giorno alcuni rappresentanti della Coca Cola erano andati a parlare con gli studenti. La preside reputò offensivo il comportamento di Cameron e decise di punirlo con una sospensione di un giorno. La Pepsi, quando venne a sapere dell’episodio, dichiarò tramite un portavoce che lo studente aveva mostrato gusti impeccabili in fatto di abbigliamento e che avrebbe provveduto a consegnargli un’abbondante scorta di magliette della Pepsi.
Foto via Flickr
Add comment